Le prime testimonianze sul nome della città, anticamente Castrum Rubini, risalgono abbastanza indietro nel tempo, al secolo VI-VII, all'Anonimo Ravvenate, compilatore di una Cosmographia nel VII secolo d.C. nella quale riproduce le condizioni geografiche quali erano alla fine del secolo V. Usando queste fonti lo storico rovignese Benussi stabilisce la nascita del primo nucleo abitativo di Rovigno nel periodo che va dal III al IV secolo d.C. Il circondario di Rovigno era abitato già nel periodo preistorico e protostorico in particolare nell'età del bronzo e del ferro quando in Istria fioriva la cultura degli Istri, che barattavano le prime merci con Greci ed Etruschi. 

Dopo il domino bizantino Rovigno passò sotto l'amministrazione longobarda successivamente,sotto quella dei Franchi. Durante il periodo feudale in Istria Rovigno perde la maggior parte dell'autonomia dei vecchi municipi romani; diventò comunque, dato il continuo aumento della popolazione, uno dei centri istriani più importanti come lo testimonia la sua presenza al Placito del Risano nel 804.

Il regime municipiale, delineatosi a partire dal XII secolo e poggiante sul Consiglio maggiore e dall'Adunanza del popolo con a capo il console, lottò per l'autonomia della città opponendosi sia al potere temporale del Patriarca di Aquileia al quale era sottomesso dal 1208, che alle mire espansionistiche di Venezia. Rovigno, di volta in volta si adattava alle potenze che più favorivano la sua autonomia. Nell'anno 1188 Rovigno firma un trattato commerciale con Ragusa (Dubrovnik); "renovatio pacis". Nel secolo XIII Rovigno più volte si scontra con le città di Pirano e Capodistria. La "Serenissima", sempre più potente, desiderando trasformare l'Adriatico settentrionale in un "golfo veneziano", vuole fare dell'Istria il suo "scudo". Rovigno, cosciente della potenza della Repubblica di S.Marco e dei privileggi marittimo commerciali che può ottenere, nel 1283, seguendo l'esempio di Parenzo, Cittanova e Umago, firma l'atto di dedizione a Venezia, dando così inizio al secolare governo veneziano. A seguito delle invasioni turche, lungo costa istriana si stabilirono popolazioni dell'Istria centrale, della Bosnia, della Dalmazia, della Grecia e dell'Albania. Ciò provocò un notevole aumento demografico. Nei secoli XVII e XVIII Rovigno divenne il centro più importante dell'Istria per quanto atteneva al settore della pesca. La marineria, soprattutto nel secolo XVIII, registrò una notevole crescita e parallelamente ebbe sempre più rilievo l'attività degli squeri. La "Serenissima" rispetta solo apparentemente l'autonomia comunale e la popolazione viene onerata da numerose tasse e dazi doganali. Rovigno diventò così un centro dei contrabbandieri e di notevoli fermenti sociali che richiesero, per essere sedati, l'intervento degli sbirri veneziani: 1767, 1769, 1774 e 1780. Nel 1719, la dichiarazione di Trieste e Fiume quali porti franchi creò non pochi problemi all'economia rovignese.

Durante il periodo austrungarico Rovigno prospera economicamente e culturalmente, migliorano di conseguenza le condizioni sociali e l'infrastuttura urbana; nella prima metà del secolo XIX viene introdotta l'illuminazione cittadina, vengono costruite le scuole vecchie, il mulino a vapore, il faro sull'isola di S.Giovanni, il cementifio e nel 1850 la città diventa sede della Camera di Commercio e dell'Industria. Con la caduta della monarchia austrungarica Rovigno passa sotto la sovranità italiana, fino alla capitolazione dell'Italia nel settembre 1943. Dal 1943 fino alla fine della seconda guerra mondiale e occupatà dai tedeschi.
Rovigno, con il trattato di pace di Parigi del 1947 viene assegnato, assieme a tutta l'Istria e alle isole del Quarnero, alla Repubblica croata della federazione Jugoslava. Nell'anno 1990 ha inizio la guerra per l'indipendenza dalla federazione comunista jugoslava.

(ORIGINE: UFFICIO PUBBLICO CITTÀ DI ROVINJ)

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